18.07.2014 VIDES VENETO Ecco la testimonianza di Robin L. Danzak, educatrice e ricercatrice che ha conseguito il Master in Linguistica (spagnolo) presso l’Università di Concepción, Cile e il suo Ph.D in Scienze della Comunicazione all’Università del Sud della Florida. Ha pubblicato numerosi articoli sul linguaggio bilingue e sull’alfabetizzazione.  Ha svolto molto del suo lavoro negli Stati Uniti in sostegno degli immigrati e dei figli degli immigrati. E grazie alle sue esperienze all’estero – dichiara lei stessa – ho imparato altre lingue, e sento un legame speciale con queste comunità. Leggendo la sua testimonianza ci pare di poter ravvisare il suo profondo desiderio di essere protagonistaLEGGI TUTTO

Da “La Difesa del Popolo”   Settimanale Diocesano di Padova 5 aprile 2015   ASSOCIAZIONE VIDES  L’esperienza di suor Anna Maria Zabai, salesiana  «Sono missionaria, qui, tra i migranti» Il sogno di suor Anna Maria Zabai è sempre stato quello di essere missionaria. Si immaginava terre lontane e progetti nei paesi in via di sviluppo, invece il Signore l’ha voluta qui, in Italia. A fianco di chi arriva da noi da lontano per studiare o alla ri­cerca di un lavoro.  66 anni, salesiana, da 43 religiosa, è stata una delle prime persone che a Padova, a fine anni Novanta, si è occupata del fenomeno dei flussi migratori in città,LEGGI TUTTO

Attesa Vengo da lontano. Il mio è un cammino che dura da poco… O tanto tempo? Ora non ricordo più. I miei piedi sono stanchi. E quest’ombra sull’asfalto è sbiadita. Non credo mi appartenga. I miei passi una volta erano dipinti di fretta e mille sogni Ora si nascondono da sguardi indifferenti gettati come una pagina stropicciata Come vorrei che ci fosse spazio per il mio respiro O che il mio cuore non facesse troppo rumore Ma a volte sembra l’eco di ciò che ha sentito per troppo tempo E non riesco a farlo tacere. Vengo da lontano, da una terra come la tua DaLEGGI TUTTO

21 maggio 2016, sabato. Sveglia all’alba per il sottoscritto, Massimo Carnielli, ma anche per Thomas Prenner, Chiara Lodolo, Sofia Scarpa e per sr Stella, nostra accompagnatrice. Ore 6.55 si parte in treno dalla stazione di Udine. Direzione: Padova. Arrivati a destinazione, dopo una foto ricordo, la prima cosa che facciamo è… camminare, camminare… e ancora camminare, fino a raggiungere Prato della Valle, grande piazza ellittica che, ci hanno spiegato, un tempo fu palude. Attorno si vedono statue raffiguranti vari personaggi, che a Padova nacquero o vissero parte della loro vita (es.: Galileo). Qui ci dividiamo in due gruppi: io e Thomas andiamo a vedere l’OrtoLEGGI TUTTO

Quando giungo a casa c’è ancora luce. La strada è colorata dal crepuscolo di arancione stanco. Da piccolo pensavo che il sole tramontasse solo a casa mia. A scuola al Maghrib era la patria, letteralmente il luogo dove tramonta il sole. Continuai a lungo nella mia convinzione, perché per me non ci fu più una lezione successiva. Così i miei pensieri si perdono nei caldi colori della luce di un sole sempre più nascosto. Quell’immagine mi  riporta ad  al Matlawi[1]. Lì tutto era caldo, giallo, attivo. Il deserto era ovunque, dentro e fuori le persone. La sabbia rovente metteva fretta, anche se la meta nonLEGGI TUTTO

Quando la mamma mi ha messo al mondo pioveva. I bambini buoni sono portati da cicogne bianche, io sono nata in mezzo ad un temporale e le cicogne non volano tra i lampi.  Ho fatto del male alla mia mamma dal momento in cui sono stata partorita. E’ per questo che lei non mi ha voluto, perché sono una cattiva bambina dalla pelle sporca. All’orfanotrofio le finestre hanno le sbarre. Intorno ai ferri c’è un quadrato di cielo, un ritaglio di azzurro da respirare piano per paura che scappi. Piango per troppa sete, per troppa fame di mamma. Sono otto anni che sento di notteLEGGI TUTTO