Non hai paura? È questa la domanda che mi sono sentita rivolgere, dopo aver detto ad una persona che, quello stesso giorno, sarei andata a trovare degli amici che mi avevano invitata ad una festa in occasione della vigilia di Natale. Paura? Vi sembrerà una domanda assurda! Anche a me in quel momento. Cosa si dovrebbe temere nell’andare a festeggiare durante il pomeriggio a casa di amici? Le condizioni atmosferiche erano buone, nessun rischio si profilava durante il tragitto che avrei dovuto compiere in auto. Che qualche insidia si nascondesse nel menù della festa? Dolci e focacce fatti in casa e qualche bibita zuccherata. Effettivamente,LEGGI TUTTO

RELAZIONE ATTIVITA’ SCUOLA DI ALFABETIZZAZIONE anno scol.co 2016/17 (Progetto VIDES PIAZZAGRANDE) Anche quest’anno, con inizio ad ottobre 2016 e conclusosi a maggio 2017, si è svolto il Corso di alfabetizzazione per stranieri. Sono stati poco più di una cinquantina di iscritti suddivisi in 5 gruppi a seconda delle etnie di provenienza e della scolarizzazione pregressa: il gruppo delle donne africane; il gruppo dei rifugiati e richiedenti asilo; il gruppo di africani più evoluti; il gruppo delle donne serbe e moldave; il gruppo degli/le indiani del Punjab. Quest’ultimo è andato un po’ scemando nella frequenza, sia per motivi di lavoro degli allievi che per motivi diLEGGI TUTTO

Grazie VIDES, Grazie ragazzi Grande festa stasera alla Vides Veneto. E’ la festa di chiusura dell’anno scolastico della Scuola di Italiano. Tutti avranno un bell’attestato di frequentazione. Mi piacciono gli attestati scolastici: ci dicono che abbiamo studiato, che abbiamo fatto un passo avanti nella conoscenza e che perciò siamo un pochino più liberi. Ripenso al mio primo giorno da volontaria alla scuola di Italiano. Sono le nove di sera e sono convinta di essere in anticipo. Illuminato da un lampione del giardino della scuola, vedo sfrecciare un velo da suora; una figura slanciata svolazza atletica nella nebbia. Sarà la nebbia ma, in linea col velo,LEGGI TUTTO

Ridammi la mia penna – Maria Grazia Rassu, volontaria scuola italiano a migranti e rifugiati. – Come ti chiami? – – Good Luck – Buona Fortuna – – Davvero ti chiami così? – Non risponde Buona fortuna e mi guarda a malapena. Colgo il disprezzo nei suoi occhi bassi e un poco gonfi. Dico che ha un bel nome; dubito che sia il suo. E poi quel nome non mi piace. Ha così poco di umano. Fantastico per qualche istante sull’origine del nome. Lo hanno chiamato così perché si è salvato dal naufragio? Sono le ultime parole che gli ha detto la sua mamma? Mi distraeLEGGI TUTTO